RIPULIAMOLA

Sono molte le buone abitudini che si potrebbero adottare per inquinare di meno e quindi contribuire a migliorare la qualità dell'aria.

L'ingrediente principale è soltanto uno:
Prendere consapevolezza che le comodità di cui ci circondiamo sono eccessive

Es: tenere la temperatura in casa di 22 gradi d'inverno e stare in maglietta sul divano a guardare la tv o giocare alla play non è vitale per il nostro benessere perchè sarebbero sufficienti 20 gradi e una tuta pesante a ridurre le nostre emissioni inquinanti per il riscaldamento. Quei due piccoli gradi di differenza corrispondono ad una riduzione del 27% circa dei nostri consumi di riscaldamento. In questo modo saremo anche più contenti a fine mese quando la bolletta del gas sarà più bassa.


Da un punto di vista tecnico-industriale ci sono otto differenti metodi di purificazione dell'aria tra i più diffusi:

PREDEPURAZIONE
La predepurazione è un processo che si rende spesso necessario in campo industriale e che consiste in un trattamento preliminare dell’aria contaminata, soprattutto quando la concentrazine di polveri è estremamente alta, tramite l’abbattimento parziale degli inquinanti; i flussi pretrattati sono poi convogliati ad altri sistemi di abbattimento più costosi ed efficaci che vengono sempre posti a valle dei predepuratori.
I predepuratori sono strutturalmente molto semplici e vengono impiegati anche perché risultano economicamente molto convenienti in quanto richiedono scarsa manutenzione e sono duraturi nel tempo.
I principali sono le camere a deposizionei cicloni e i multicicloni.
Questi sistemi permettono di eliminare il particolato più grossolano in misure che vanno dal 30 al 90%, anche se alcuni cicloni ad alta efficienza possono raggiungere delle prestazioni paragonabili a quelle degli elettrofiltri.

FILTRAZIONE TESSILE
La filtrazione tessile è un processo di abbattimento del particolato solido che si realizza facendo passare il flusso d’aria contaminato attraverso dei filtri costituiti da fibre tessili di varia natura. Una volta venivano utilizzati solo prodotti naturali, come la lana od il cotone, caratterizzati da un’efficacia ed una resistenza relativamente basse; in seguito, però, l’avvento di fibre sintetiche come il nylon ed il polipropilene ha permesso di ottenere dei nuovi materiali più resistenti al logoramento, al calore, all’erosione ed all’attacco delle sostanze corrosive. In alcuni casi vengono anche utilizzate le fibre di vetro.
I filtri a fibre tessili sono estremamente diffusi perchè offrono il vantaggio di abbinare un’alta efficienza ad un’azione di depurazione in genere indipendente dalla composizione chimica del particolato.
Nella filtrazione tessile l’efficienza nella cattura delle polveri è variabile nel tempo a causa della stessa natura del filtro, per cui solitamente si preferisce valutare le varie prestazioni sulla base della concentrazione delle polveri in uscita; in ogni caso l’efficienza è sempre molto alta, supera il 99% e spesso raggiunge il 99,9%. Sulla base dei metodi utilizzati per rimuovere il deposito di polveri sugli elementi filtranti si distinguono essenzialmente tre diversi dispositivi di abbattimento: i filtri con pulizia a scuotimento, i filtri con pulizia ad inversione di flusso, i filtri con pulizia a getto d’aria compressa

PRECIPITAZIONE ELETTROSTATICA
La precipitazione elettrostatica viene sfruttata principalmente per abbattere le emissioni degli inquinanti sotto forma di particolato; in condizioni ottimali è in grado di abbattere il particolato in sospensione con un’efficienza superiore al 99%.
Il processo prevede l’utilizzo di un campo elettrico ad alta tensione che provvede a caricare positivamente o negativamente le particelle solide o liquide presenti nelle emissioni gassose. Il particolato carico elettricamente va quindi a depositarsi per attrazione elettrostatica sull’elettrodo di raccolta da dove può essere rimosso come materiale secco oppure lavato con acqua. Qualche volta il particolato liquido viene rimosso semplicemente facendolo scolare.
Convenzionalmente i precipitatori elettrostatici si distinguono in elettrofiltri a secco se non prevedono l’utilizzo di acqua ed elettrofiltri ad umido in caso contrario.Comunemente vi sono 3 tipi diversi di precipitatori elettrostatici: gli elettrofiltri a secco con corona negativa, gli elettrofiltri ad umido con corona negativa, gli elettrofiltri ad umido con corona positiva.
La corona è che la scarica elettrica che si manifesta alla superficie del conduttore mantenuto ad alto potenziale elettrico.
CONDENSAZIONE
Nei processi di abbattimento tramite condensazione i vapori inquinanti vengono rimossi dal flusso d’aria contaminato cambiandone lo stato fisico da gassoso a liquido; una volta liquefatti, questi contaminanti vengono facilmente separati e spesso riutilizzati nel ciclo produttivo.
Solitamente la condensazione può essere ottenuta o con un aumento di pressione o con una riduzione di temperatura, qualche volta con una combinazione delle due cose.
Il processo di condensazione prevede il trasferimento del calore dal flusso d’aria da depurare ad un’altra sostanza detta “di raffreddamento”. Quando una massa d’aria carica di vapori viene raffreddata, le molecole presenti diminuiscono la loro energia cinetica e si avvicinano al punto che le deboli forze elettrostatiche che interessano le molecole le fanno condensare. Man mano che i vapori si condensano in forma liquida, diminuisce la loro concentrazione nel flusso d’aria trattato. Una volta liquefatti gli inquinanti possono essere trasformati in sostanze meno pericolose, eliminati oppure riutilizzati nel ciclo produttivo.
L’efficienza generale dei sistemi a condensazione dipende essenzialmente dalla temperatura operativa, ma in genere è superiore al 90%, in alcuni casi anche al 99%.
Comunemente vi sono 3 tipi diversi di condensatori, suddivisi sulla base delle sostanze utilizzate per causare l’abbassamento della temperatura: i condensatori convenzionali, i condensatori refrigerativi, i condensatori criogenici.

ABBATTIMENTO AD UMIDO
I sistemi di abbattimento ad umido prevedono la rimozione degli inquinanti presenti in un flusso gassoso contaminato mediante l’azione di un liquido, solitamente l’acqua; per questo motivo simili impianti vengono anche definiti sistemi di lavaggio.
Per le particelle di diametro superiore ad un micrometro, il principale meccanismo che entra in gioco nella depurazione è dato dall’impatto dei contaminanti con le gocce del liquido o con le superfici bagnate delle strutture appositamente predisposte per favorire un migliore abbattimento. L’acqua cattura questi contaminanti e li trascina via permettendo così di ripulire il flusso inquinato.
Al contrario, per il particolato di diametro inferiore e per i gas la depurazione avviene essenzialmente perchè i contaminanti vengono assorbiti nella sostanza liquida.
Di solito l’efficienza nell’abbattimento del particolato supera il 95%, mentre per quanto riguarda l’abbattimento dei gas e dei vapori l’efficienza varia dal 70 al 99%.
Bisogna comunque notare che alla depurazione dei flussi d’aria contaminati si accompagna inevitabilmente la produzione di fanghi e di liquidi reflui che, in molti casi, devono essere smaltiti dopo opportuno trattamento.
Si possono individuare sostanzialmente quattro diverse tipologie di impianti:
le torri a nebulizzazione, le torri a piatti forati, le torri con corpi di riempimento, i sistemi Venturi.

COMBUSTIONE
La combustione viene utilizzata per eliminare i contaminanti organici presenti nelle emissioni gassose industriali quando non è possibile recuperare questi composti per reintrodurli nel ciclo produttivo sia per difficoltà di natura tecnica che per motivazioni esclusivamente economiche.
Il processo di combustione è molto utilizzato per rimuovere aerosol, vapori e gas provenienti da sorgenti come gli sfiati degli impianti chimici o i forni di verniciatura e consiste nell’ossidazione, sostenuta da fiamma, delle sostanze organiche aerodisperse.
In generale i depuratori a combustione hanno un’efficienza di abbattimento degli inquinanti aerodispersi maggiore del 95%, comunque alcuni sono progettati per raggiungere delle efficienze superiori al 99%.
Dal momento che la combustione rilascia sostanze gassose in alcuni casi addirittura tossiche per l'uomo, si preferisce associarla ad altri metodi di purificazione in modo che questi siano capaci di ripulire le sostanze emesse dalla combustione.
Nella trattazione saranno affrontati i tre diversi sistemi di abbattimento a combustione più comunemente utilizzati: le torce, i combustori termici, i combustori catalitici.

ADSORBIMENTO
L’adsorbimento è un fenomeno che consiste nell’adesione e nel concentramento di sostanze disciolte o aerodisperse a ridosso della zona superficiale di un corpo.
Nel campo dei sistemi di bonifica delle emissioni si sfrutta questo processo facendo fluire l’aria da trattare attraverso un materiale poroso; il materiale, detto adsorbente, è in grado di trattenere gli inquinanti sulla sua superficie e permette così di ripulire il flusso dai contaminanti volatili.
L’adsorbimento viene generalmente utilizzato quando l’aria è contaminata da uno o due composti pregiati che devono essere riutilizzati nei processi industriali; in questo caso il materiale adsorbente permette di raccogliere queste sostanze per poi reimpiegarle nel ciclo produttivo.
Per quanto riguarda l’efficacia nell’abbattimento, un sistema ad adsorbimento predisposto nel modo più appropriato è generalmente in grado di rimuovere dal 95 al 98% dei contaminanti organici presenti nell’aria.
Si divide in due gruppi: adsorbitori a carboni attivi, adsorbitori a zeoliti sintetiche.

BIOFILTRAZIONE
La biofiltrazione è un processo di abbattimento degli inquinanti aerodispersi che sfrutta l’ossidazione biologica: l’aria contaminata viene fatta passare attraverso un mezzo nel quale sono presenti dei microrganismi in grado di decomporre gli inquinanti utilizzandoli come fonte di nutrimento.
Le applicazioni sono economicamente più convenienti dei sistemi a combustione sia nella costruzione che nella manutenzione, ma richiedono comunque una buona progettazione perchè dimostrino un utilizzo ottimale e sono impiagati per ripulire basse concentrazioni di sostanze inquinanti nell'aria
L’efficienza di abbattimento dei composti organici volatili supera spesso il 95% e per questo motivo i biofiltri vengono utilizzati per eliminare un’ampia varietà di inquinanti organici spesso caratterizzati dall’avere un odore insopportabile. Nel caso in cui nel flusso d’aria da trattare siano presenti alcune sostanze che risultino tossiche ai microorganismi, si deve necessariamente utilizzare un altro tipo di sistema di abbattimento e non la biofiltrazione.