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Se anche tu credi fortemente che l'inquinamento non è un male necessario, se sei interessato a scrivere articoli sull'inquinamento atmosferico, aggregare informazioni da tutto il mondo che possano stimolare iniziative in Italia...

...se vuoi avere un impatto ma ancora non hai trovato lo strumento giusto, scrivi a respiriamo.com@gmail.com e raccontaci brevemente il tuo background e il contributo che vorresti dare al blog.

Respiriamo.com è nato ad aprile 2010 con l'intento di supportare l'informazione sui rischi dell'inquinamento atmosferico, presentare soluzioni ed esempi da tutto il mondo per incoraggiare la diffusione di buone pratiche in Italia. Quando abbiamo iniziato c'erano solo 3 blog esistenti sul tema in Italia e progressivamente abbiamo riscosso sempre più attenzione.

In numeri abbiamo ricevuto più di mille visitatori unici al mese dal 2010 al 2013 e siamo stati recensiti da alcuni siti web ricevendo anche una breve menzione sul magazine a tiratura nazionale Casa&Natura.

Come potete vedere nelle date dei post, dal 2013 abbiamo progressivamente ridotto le pubblicazioni fino al silenzio completo, ebbene il blog è interamente gestito su base volontaria e dal 2013 ad oggi non è stato più possibile portare avanti le attività.

Per rilanciare il blog con una struttura più sostenibile cerchiamo supporto e in particolare se sei:
- appassionato di inquinamento atmosferico
- stimolato apprendendo nuove soluzioni e azioni pratiche per migliorare l'aria che in cui viviamo
- irrequieto nel sentire sempre le stesse giustificazioni del perchè le cose non possono cambiare
- ispirato lavorando in un ambiente positivo dove tutto è possibile

e hai (non necessariamente):
- un background in ingegneria ambientale o studi tecnici ambientali
- esperienze di scrittura e pubblicazione di articoli
- esperienza di web design e grafica

contattaci anche solo per un piacevole confronto.

L'attività di Respiriamo.com è interamente volontaria e non offre rimborsi o pagamenti ma rappresenta un'ottima opportunità di visibilità sulla rete. Più siamo bravi nel nostro lavoro più saremo conosciuti e avremo modo di trovare opportunità in futuro.

Gianfranco Peano scriverá di inquinamento da biomassa

Dedichiamo questo post a un esperto ambientalista che nei prossimi mesi ci guiderá attraverso i temi dell´inquinamento da biomassa e piú in generale del ciclo del carbonio con un punto di vista obiettivo e trasparente.

Abbiamo fatto qualche domanda a Gianfranco Peano per capire se le sue risposte sono in linea con la filosofia di questo blog. Lasciamo a voi la scelta:

Descriviti in 20 secondi?
Sono un convinto ambientalista da lunga data, da "sempre" amo definirmi tale (sono volontario/attivista in associazioni quali Legambiente), con interessi in campo energetico (fonti fossili, rinnovabili, efficienza energetica, ...); la mia formazione è scientifica (diplomato in chimica, insegnamento analisi chimica strumentale ed elettrochimica); ho una forte passione per la terra, che amo coltivare con metodi sostenibili, la curiosità mi spinge sempre alla ricerca di esperienze interessanti in giro per il mondo. Altre passioni: musica

Cosa si intende con inquinamento da biomassa a uso energetico?
Si riferisce non solo alle emissioni in atmosfera da combustione di biomasse, ma anche agli eventuali impatti su suolo e acque generati da usi poco sostenibili delle biomasse.

Perché pensi che l´inquinamento da biomassa sia una tematica importante da comunicare?
Perchè oltre ai processi di produzione energetica, per i quali vigono norme e controlli che limitano le emissioni inquinanti, esiste anche un esteso e incontrollato ricorso a combustioni ”in campo” di residui di biomasse al solo scopo di distruggerle anzichè utilizzarle in modo proficuo per i suoli; infine le biomasse sono indicate come ”neutre” in merito alle emissioni climalteranti ma spesso questo assunto non è corretto

Pensi che sia sufficientemente comunicato e preso in considerazione in Italia il rischio di inquinamento da biomasse?
Non sempre. Spesso trascurando la particolarità di alcune nostre regioni (ad es. la Pianura padana) già pesantemente soggette ad inquinamento atmosferico, per le quali (come vedremo nei prossimi articoli) dovrebbe valere la regola della ”sostituzione” piuttosto che quella della ”addizione”: un nuovo impianto di produzione energetica dovrebbe sempre sostituire impianti più obsoleti e impattanti, non creare inquinamento aggiuntivo, piuttosto tendere a ridurlo; se poi si ha a che fare con le combustioni del tutto ”gratuite” legate alla distruzione dei residui di biomassa, qui il rischio è quasi sempre ignorato.

Quindi le biomasse sono l´ennesima illusione energetica che all´inizio sembra risolvere i problemi e poi si scopre crearne altri?
Non parlerei di ”illusione”. Certo occorre valutare molto attentamente tutti gli eventuali problemi (oltre alle emissioni inquinanti) legati alle biomasse quali fonti energetiche; in particolar modo lo sfruttamento eccessivo, non correttamente valutato, potrebbe portare all’impoverimento di sostanza organica nei suoli e riduzione della biodiversità e paradossalmente contribuire ulteriormente all’emissione di gas serra.
Insomma le biomasse possono fare la loro parte nella transizione energetica verso un modello sostenibile a patto che siano rispettati anche i vincoli ambientali legati principalmente al ciclo del carbonio che sostiene la vita.

Ci sono soluzioni pratiche al momento?
Restando alle biomasse, credo che le migliori soluzioni siano ad esempio la produzione di biogas da scarti e sopratutto deiezioni da allevamenti e frazione organica dei rifiuti, (scarti di orti e giardini, scarti alimentari) (e non da colture dedicate che molti impianti usano in modo prevalente); bruciare gas piuttosto che materiali solidi comporta sicuramente minor inquinamento.

Quali esperienze ti hanno fatto maturare questo interesse per l´inquinamento da biomasse?
Ancor più dell’inquinamento mi interessano le questioni legate alla perdita di biodiversità/fertilità dei suoli e il fondamentale ruolo delle biomasse nel ciclo del carbonio; oggi è in atto per varie ragioni una preoccupante riduzione di carbonio nel suolo (il suolo è una componente basilare del ciclo del carbonio ): dobbiamo assolutamente intervenire per invertire questa pericolosa tendenza.

Su quali aspetti dell´argomento ti concentrerai nei tuoi articoli?
Approfondiró le problematiche legate a questi fenomeni in atto e valutare se e come le biomasse possano essere una risorsa oppure diventare a loro volta un problema anche in tal senso; cercherò anche di trattare di alternative concrete e sostenibili.


L´inquinamento da trasporti in Europa nel 2012 - SECONDA PARTE

Proponiamo l´immagine che negli ultimi anni ha fatto il giro dei social network ed é sempre piú usata per mostrare il divario netto tra lo spazio usato per 60 persone viaggiando in pulman o bici contro quello utilizzato viaggiando in auto. Tratta da una pubblicazione della città di Muenster (Germania) che risale a oltre 20 anni fa.
Ecco quello che emerge dall´analisi condotta dall´Agenzia Europea per l´Ambiente (AEA) nel 2012 con l´obiettivo di scattare una fotografia delle abitudini di trasporto su auto in Europa:

Uso dell´automobile privata: è rimasto più o meno stabile, dice il rapporto, nonostante la recessione economica e ampie fluttuazioni dei prezzi del carburante negli ultimi dieci anni.

• I prezzi influenzano le scelte a scapito dell´ambiente: in alcuni casi, i prezzi possono influenzare le persone a fare scelte che sono dannose per l'ambiente. L'acquisto di un´auto è diventato sempre più conveniente in termini reali a partire dalla metà degli anni 1990, segnala il rapporto, mentre i viaggi in treno e di passeggeri via acqua è diventato più costoso. Tuttavia, nuove auto stanno diventando sempre più efficienti. La vettura media venduta nel 2011 è stata del 3,3% più efficiente rispetto alla media venduta l'anno prima.

Alcuni elementi indicano un cambiamento della domanda:
Immatricolazioni veicoli a benzina: è sceso del 76% tra il 2010 e il 2011. Questo è stato in gran parte a causa di un forte calo nella diffusione in Francia e Italia, paesi in cui questo carburante è più comunemente utilizzato.

• Immatricolazione auto elettriche: Ci sono state 8700 auto elettriche registrate nel 2011. Questo numero è solo lo 0,07% delle auto nuove immatricolate, quindi non ha influenzato significativamente la media delle emissioni dell'UE, si tratta di un aumento di 10 volte rispetto al 2010.

• Emissioni di CO2: Portogallo, Malta e Danimarca hanno registrato le auto in media piú efficienti in termini di emissioni di CO2, con emissioni di 125 g di CO2/km o meno. Meno efficienti le auto immatricolate in Estonia, Lettonia e Bulgaria che hanno emissioni superiori ai 150 g CO2/km in media.

• Emissioni di gas serra: per raggiungere l'obiettivo dell’UE, il settore dei trasporti deve ridurre le emissioni di biossido di carbonio del 68 % tra il 2010 e la metà del secolo. Le emissioni di gas serra dovute ai trasporti sono diminuite dello 0,4 % tra il 2009 e il 2010, e le prime stime mostrano una diminuzione simile tra il 2010 e il 2011.

• Inquinamento sonoro: È inoltre stato sottolineato che il rumore rappresenta un'altra forma di inquinamento che può causare gravi problemi di salute. Il rapporto rileva che in Europa nelle città più grandi, tre su cinque residenti sono esposti a livelli nocivi di inquinamento acustico. Anche in campagna 24 milioni di europei sono esposti all’inquinamento acustico durante la notte. Questo può causare problemi sia fisici che psicologici.

Il Commissario per l'ambiente, Janez Potočnik, ha dichiarato: "Questa relazione è un monito di quanto sia importante la qualità dell'aria per la salute dei nostri cittadini. E’ per questo che voglio che il 2013 sia “l'anno dell’aria”, incentrato sul rafforzamento delle nostre leggi sulla qualità dell'aria per affrontare i problemi individuati oggi ".


L´inquinamento da trasporti in Europa nel 2012 - PRIMA PARTE

il 27 Novembre 2012 è stata pubblicata la relazione annuale dell'agenzia europea dell’ambiente, nell'ambito del meccanismo di segnalazioni sui trasporti e l'ambiente (TERM), il cui obiettivo é quello di valutare l'impatto ambientale dei trasporti in Europa. In generale sono stati registrati miglioramenti timidi e principalmente causati dalla recessione che ha determinato un rallentamento di tutte le attivitá in Europa.

La relazione mostra un trend di riduzione dell´inquinamento evidenziando peró che rimane un problema prioritario in molte zone d´Europa rappresentando una delle cause principali della scarsa qualitá dell´aria in Europa a livello globale contando per un quarto delle emissioni di gas a effetto serra. Vediamo in forma schematica cosa emerge da questa fotografia dell´inquinamento da trasporti.

Pagella insufficiente:
  • Euro standards: i limiti per i veicoli non sono riusciti a ridurre le emissioni reali di Diossido di Azoto (NO2) ai livelli stabiliti dalla normativa apportando solo piccoli miglioramenti alla qualitá dell´aria.
  • Piogge acide: l´aumento delle spedizioni negli ultimi vent'anni ha causato soltanto una riduzione delle piogge acide del 14% rispetto al 1990, nonostante gli importanti miglioramenti di efficienza.
  • Gas serra: le emissioni dovute ai trasporti sono diminuite del 0,4% tra il 2009 e il 2010, e le prime stime mostrano una diminuzione simile tra il 2010 e il 2011.
  • Esposizione nelle strade trafficate: le persone che vivono vicino a strade trafficate in tutta Europa rimangono particolarmente esposte a livelli eccessivi di inquinamento atmosferico. Nel 2010 il 44% dei livelli di NO2 è stato registrato sui cigli delle strade delle stazioni di monitoraggio dell'aria. Le polveri sottili (PM 10) hanno superato i limiti del 33% in questi siti. Questi inquinanti possono come già riportato hanno un effetto estremamente dannoso sul nostro organismo. 
  • Energia consumata dai trasporti: é scesa solo del 4,3% nel 2011 rispetto al suo picco del 2007.
  • Domanda di trasporto dei passeggeri: è scesa quasi dell'1% tra il 2009 e il 2010. Numero che sembra andare contro la tendenza a lungo termine, in quanto la domanda di trasporto passeggeri è aumentata costantemente in tutta l'UE da quando dalla metà degli anni 1990.
  • Immatricolazioni: aumentate tra il 2001 e il 2007, con un picco a 15,5 milioni di auto, ma oggi in diminuzione. Tra il 2010 e il 2011 il numero di nuove immatricolazioni di autovetture è aumentato in molti Stati membri, in particolare la Lettonia (71%), Lituania (68%) ed Estonia (66%), ma è caduto in altri, tra cui la Grecia (-31%), Portogallo ( -31%) e Spagna (-17%).

Questi numeri ancora una volta hanno sottolineato la necessità di politiche efficaci e immediate per la tutela dei cittadini contro l'inquinamento atmosferico. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo di AEA, ha dichiarato: "La politica dell'Unione europea ha ridotto le emissioni di molti inquinanti negli ultimi dieci anni, ma siamo in grado di andare oltre in molti Paesi. Le concentrazioni degli inquinanti atmosferici sono ancora al di sopra dei limiti di legge impostati per tutelare la salute dei cittadini europei. Infatti, l'inquinamento atmosferico riduce l'aspettativa di vita umana di circa due anni nelle città e regioni più inquinate.

Nel prossimo post vedremo quali abitudini sono emerse dalla relazione dell'Agenzia Europea per l'ambiente


Qualitá dell´aria in Europa 2012

Il 24 Settembre 2012 é stata pubblicata dall´agenzia europea sull´ambiente la relazione denominata “La qualità dell'aria in Europa 2012” . La finalitá della ricerca é prendere in esame l'esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici e fornisce una panoramica della qualità dell'aria in Europa dal 2001 al 2010. Obiettivo della relazione é quello di offrire numeri e spunti per lo sviluppo di politiche più efficaci per rendere l’aria pulita.

Pessima situazione per l´Italia che si distingue per concentrazioni fuori la soglia limite di particolato (PM10 e PM2.5), ozono e monossido di carbonio, ma anche nickel e benzene. Con noi anche i paesi dell´Est Europa registrano valori oltre la soglia per la maggior parte delle fonti di inquinamento.

In aggiunta, dalle analisi emerge che in Italia si registrano i valori europei piú alti di particolato nelle zone rurali, insieme a Ungheria e Olanda (come mostrato dal colore viola e rosso nell´immagine qui sopra).

Sebbene in Italia respiriamo piú inquinanti rispetto agli abitanti degli altri paesi la pagella media Europea non é affatto buona e mostra ampi spazi di miglioramento.


Principali risultati a livello Europeo


Polveri sottili: le polveri sottili sono il più grave inquinamento dell'aria a rischio salute nell'Unione europea, con conseguente mortalità prematura. Secondo il rapporto nel 2010, il 21% della popolazione urbana è stata esposta tutti i giorni a livelli di PM10 superiori al valore limite individuato dall’EU per salvaguardare la salute. Fino al 30% della popolazione urbana è stata esposta a più livelli di concentrazione di PM 2.5 sopra i limiti annuali imposti dall’UE (meno rigorosi). Secondo l'OMS i livelli di riferimento, che sono ancora più rigorosi di quelli previsti dalla normativa comunitaria, sono rispettivamente l’81% e il 95% degli abitanti delle città esposti a concentrazioni di PM che superano i valori di riferimento fissati per la protezione della salute umana - sottolineando l'urgenza della prossima revisione della legislazione sull’aria.

Ozono (O3): può causare problemi di salute delle vie respiratorie e provocare mortalità prematura. L'esposizione in città è molto alta, il 97% degli abitanti delle città europee sono stati esposti a concentrazioni di ozono al di sopra del livello di riferimento OMS nel 2010. Il 17% sono stati esposti a concentrazioni superiori al valore di riferimento dell'UE per l’ozono. Nel 2009, il 22% delle terre coltivabili in Europa sono state esposte a concentrazioni di O3 dannose, causando perdite agricole.

Biossido di azoto (NO2): è una delle principali cause di eutrofizzazione (eccessiva crescita di piante e alghe in acqua) e di acidificazione. L’NO2 contribuisce anche alla formazione di Particolato e Ozono. Nel 2010, il 7% degli europei che vivevano in città sono stati esposti a livelli di NO2 superiori ai valori limite UE. Le emissioni nazionali di biossido di azoto in molti paesi europei devono ancora superare i massimali di emissione fissati dalla legislazione comunitaria e dalle convenzioni delle Nazioni Unite.

Benzopirene (BaP): è un agente cancerogeno. Una parte considerevole della popolazione urbana in Europa (20-29% tra il 2008 e il 2010) è stata esposta a concentrazioni superiori ai valori prefissati dall'UE, che devono essere raggiunti entro il 2013. L'aumento delle emissioni di BaP in Europa negli ultimi anni è quindi una questione di interesse.

Biossido di zolfo (SO2): le emissioni sono state ridotte in modo significativo negli ultimi anni grazie alla legislazione dell’UE che richiede l'uso di emissioni scrubbing tecnologiche e minore tenore di zolfo nei combustibili. Il 2010 è stato il primo anno in cui la popolazione urbana europea non è stata esposta a concentrazioni di SO2 sopra il valore limite dell’UE.

concentrazioni di monossido di carbonio, benzene e metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel, piombo) nell’ aria esterna sono generalmente bassi, localizzati e sporadici nella UE, con superamenti di alcuni dei valori limite e obiettivi fissati dalla normativa comunitaria.

I numeri di questa relazione fanno comprendere quanto sia necessario un impegno deciso da parte di tutte le nazioni dell´Unione Europea.

Un sensore per smartphone e un'app al servizio della salute



Si chiama Exposomics ed è un progetto finanziato dall'Unione Europea che combinerà le indagini effettuate per mezzo di smartphone dotati di sensori ambientali con analisi mediche dei possessori di cellulari al fine di scoprire l'intera gamma di inquinanti ambientali a cui siamo esposti nel corso della nostra vita e studiare i rischi potenziali di esposizione chimica del corpo umano.


Il progetto è condotto dal Imperial College di Londra e sono coinvolte altre 11 università e istituti di ricerca di tutta Europa, l'università della California e Berkeley negli Stati Uniti.

La metodologia adottata è quella di sviluppare un kit di monitoraggio dell'esposizione umana, con una app che installata nello smartphone che registra l'attività fisica dell'utente, la sua posizione GPS, e l'esposizione agli agenti inquinanti tramite un sensore di inquinamento atmosferico che si collega al telefono. Le informazioni relative all'esposizione saranno periodicamente combinate con l'analisi del sangue e delle urine per determinare il destino di questi inquinanti una volta entrati nel corpo e il loro effetto su biomolecole come DNA, RNA, proteine ​​e metaboliti e livelli alterati di sostanze chimiche nel sangue e nelle urine. 

In futuro il kit di misurazione sarà disponibile anche in commercio.

"E 'ormai chiaro che le malattie con peso maggiore, come il cancro, il diabete, le malattie cardiache, neurodegenerative e malattie come il morbo di Alzheimer, sono principalmente causate da fattori diversi dalla genetica. Questi possono includere aspetti dello stile di vita e dell'ambiente, ma i ruoli precisi di questi diversi fattori che causano le malattie non sono ancora ben compresi ", ha detto il professor Paolo Vineis della School of Public Health, Imperial College di Londra, uno dei principali ideatori del progetto.

Il termine “Exposome” si riferisce alle componenti ambientali che incidono sulla salute di una persona nel corso della sua vita, tra cui lo stile di vita e l'esposizione chimica.

"Ogni giorno siamo tutti esposti a bassi livelli di inquinamento ambientale, come ad esempio lo scarico di motori diesel, fumo di tabacco, e pesticidi. È molto difficile stimare gli effetti sulla salute di tali esposizioni perché non ci sono persone non esposte all’inquinamento con cui fare un confronto " ha aggiunto il professor Vineis.

Al fine di misurare le esposizioni sono stati sviluppati degli strumenti altamente tecnologici, in particolare quelli concentrati sull’inquinamento dell'aria e dell'acqua durante periodi critici della vita.

"Questo progetto si avvarrà delle nuove tecnologie che ci permetteranno di misurare l'esposizione personale di sostanze inquinanti con sensibilità molto maggiore e studiare i loro effetti nel corpo. I risultati ci aiuteranno a sviluppare una migliore comprensione di come l'esposizione a diversi fattori inquinanti si combinano per influenzare il nostro rischio di malattie ", ha detto il Professor Vineis.

I primi risultati sono attesi entro i prossimi due anni.

"Si tratta di un importante passo avanti per ricevere i fondi europei diretti a questo settore di ricerca, che è fondamentale per la prevenzione efficace di un numero di malattie non trasmissibili ", ha concluso il Dottor Christopher Wild, direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, partner del progetto e responsabile del primo sviluppo del concetto di “exposome”.


Un nuovo cemento per assorbire l'inquinamento


Utilizzato dal 1997 in Giappone fa la sua comparsa anche in Europa un nuovo tipo di cemento che è in grado di assorbire inquinamento dall'aria. 

Da anni simili tecnologie vengono testate in tutto il mondo per individuare qualche forma di asfalto o materiale da costruzione in grado di assorbire emissioni inquinanti presenti nell'aria. Si chiama cemento Noxer ed è una pavimentazione in calcestruzzo che dispone di un rivestimento spesso 5-7 mm di biossido di titanio (TiO2) in cima ad uno strato di malta cementizia. 

L'immagine qui sopra mostra il processo attraverso il quale il cemento Noxer assorbe monossido e biossido di azoto (NO e NO2) dall'aria:
1. Il biossido di titanio è un fotocatalizzatore (sostanza che se esposta alla luce è in grado di aumentare la velocità di una reazione chimica) e quando è esposto ai raggi ultravioletti del sole
2. assorbe e rende innocui gli ossidi di azoto (NO e NO2) convertendoli in ioni nitrato (NO3-), che vengono poi
3. lavati via dalla pioggia o imbevuti nel calcestruzzo per formare depositarsi e diventare composto stabile.

La città di Kendal, nella contea di Cumbria ha deciso di procedere all'installazione del cemento Noxer, nel tentativo di rispettare i livelli di inquinamento atmosferico previsti dalla legge ma sfuggiti al controllo dell'amministrazione pubblica. 

Nonostante un portavoce del dipartimento per l'ambiente Britannico ha dichiarato che ci sono limitate prove che il Noxer possa avere effetti positivi nel lungo termine sulla qualità dell'aria soprattutto dal momento che le azioni più efficaci per ridurre l'inquinamento nelle città dovrebbero concentrarsi nella riduzione del traffico e incentivo di mezzi pubblici, piste ciclabili e veicoli elettrici. 

Nel caso italiano, piena emergenza inquinamento atmosferico in tutto il Nord Italia e nelle principali città lungo la penisola, questa tecnologia potrebbe rappresentare un ottimo supporto nel breve termine per limitare i danni dell'inquinamento mentre si attuano politiche di medio e lungo termine con l'obiettivo di ridurre lo smog prodotto quotidianamente. 

Dedicato ai Torinesi

Il 19 Novembre 2011 Torino ha sforato per il diciannovesimo giorno di fila le soglie di inquinamento atmosferico previste dalla normativa europea.

Questo dato é allarmante soprattutto se si considera che la cittá di Torino grazie all´estesa rete di teleriscaldamento riesce a contenere le emissioni inquinanti generate dal riscaldamento domestico e industriale che generalmente rappresentano una voce importante nel bilancio delle emissioni. La principale causa é da ricondurre alla circolazione su strada dei veicoli che, oltre ai gas di scarico, generano e disperdono nell´aria le polveri dei pneumatici.

Suggeriamo a tal proposito di dedicare qualche minuto al reportage presentato sul sito de "La Stampa" in cui vengono approfonditi i temi dell´inquinamento atmosferico nel comune di Torino e in particolare segnaliamo il brillante commento del giornalista Paolo Hutter secondo cui bisogna riconoscere che a Torino (e forse sarebbe piú corretto dire in Pianura Padana) c´é un´emergenza smog

Il termine emergenza é importante perché permetterebbe ai cittadini e al comune di dedicare la la corretta attenzione al problema e permetterebbe di adottare misure significative per ridurre i livelli di inquinamento.

Puó una parola fare la differenza?
Molto probabilmente si dal momento che il termine emergenza attira di piú la nostra attenzione e spinge i media a essere piú costanti nel ricercare notizie e pubblicare aggiornamenti.
Per fare un paragone, ogni volta che si diffonde l´emergenza di qualche influenza proveniente dall´estero (basti pensare agli ultimi anni), in pochi giorni i cittadini adottano misure piú precauzionali per limitare i rischi di contagio. Questo risultato é principalmente dovuto ad una comunicazione piú completa e diffusa delle conseguenze legate all´influenza e dei metodi per limitare i rischi di ammalarsi.

Nel caso dell´inquinamento atmosferico molto spesso il rischio viene taciuto e la comunicazione é limitata a ricordare l´adozione di misure di riduzione delle emissioni attraverso i sistemi delle targhe alterne o le domeniche ecologiche.

Anche in questo caso é necessario che ognuno di noi richieda al proprio comune e regione di essere piú chiari e attivi su questo fronte.

Siamo contenti di vedere che La Stampa ha dedicato un reportage a questo tema e speriamo che possa nascere una sezione di approfondimento ed informazione sull´emergenza inquinamento atmosferico a Torino. 




Dal Canada un esempio di informazione efficace

Ecco una semplicissima scala di valori adottata in Canada per tenere i cittadini informati quasi in tempo reale sulle condizioni dell'aria nella loro zona.

Nel 2001 il governo canadese insieme con enti locali istituzioni pubbliche e private e media ha lanciato un'iniziativa per rinnovare il AQI, Air Quality Index (Indice di Qualità dell'Aria). L'obiettivo principale era l'integrazione di questo indice con gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute.
A tal fine è stato adottato il AQHI, Air Quality Health Index (Indice di Qualità di Aria e Salute) e si basa su ricerche epidemiologiche effettuate da Health Canada che stima a breve termine gli effetti sulla salute di una combinazione di inquinanti atmosferici comuni presenti nell'aria. Il nuovo AQHI si concentra su quegli inquinanti che possono essere misurati e controllati e fornisce informazioni utili e pratiche per i cittadini per limitare l'esposizione a breve termine all'inquinamento atmosferico.

In poche parole (come si vede nell'immagine) si tratta di una scala da 1 a 10 dove 1 rappresenta una situazione in cui i valori di inquinamento nell'aria sono molto al di sotto delle soglie di sicurezza e 10 rappresenta un valore dannoso per la salute. L'indice viene aggiornato 3 volte al giorno e vengono anche date indicazioni di massima per i cittadini sani e per i cittadini debilitati, malati (At risk population) o in fasce deboli di età (General population).

Sul sito inoltre si possono trovare grafici che mostrano l'andamento dell'indice nei giorni e mesi precedenti insieme ad approfondimenti e materiale educativo. L'obiettivo di questa iniziativa è sensibilizzare i cittadini ad adottare consapevoli abitudini quotidiane di sport, vita in casa o in luoghi chiusi e vita all'aperto anche in funzione dei valori di inquinamento e alla propria condizione fisica.





Siamo sulla cattiva strada

Secondo le recenti ricerche dell'istituto statunitense Health Effects Institute  vivere o lavorare nei pressi di strade trafficate rappresenta un rischio per la salute. Secondo i risultati di studi condotti in USA e basati anche su dati raccolti in diverse città in tutto il mondo, le emissioni dei veicoli nelle zone trafficate sono decisamente superiori a quelle che si registrano mediamente nella città o nel quartiere.

L'attenzione verso questo tema è sempre più crescente dal  momento che il numero di persone che vive nei dintorni di strade trafficate è in costante aumento data l'espansione delle città e un flusso sempre maggiore di veicoli nelle strade. Nel Nord America per esempio rappresenta circa il 30-40 per cento della popolazione vive nei dintorni di queste strade.

In una ricerca condotta dallo stesso Istituto nel 2010, un gruppo di esperti ha esaminato oltre 700 studi sulla stessa tematica provenienti da tutto il mondo analizzando e comparando i risultati sugli effetti sulla salute. Hanno concluso che l'inquinamento del traffico provoca attacchi di asma nei bambini, e può causare una vasta gamma di altri effetti tra cui: l'insorgenza di asma infantile, alterata funzione polmonare, morte.

La distanza dalle strade trafficate che in conclusione è stata considerata dannosa è di circa 300, 500 metri dalla carreggiata. 


Un miliardo di automobili nel mondo



Alcuni  giorni fa è stata sorpassata la soglia di un miliardo di automobili nel pianeta. La Cina ha guidato la crescita di vendite a livello mondiale deludendo le speranze che potesse essere un paese pioniere nella vendita di veicoli ibridi ed elettrici.

Secondo la rivista specializzata Ward, nel 2010 sono stati venduti 35 milioni di nuovi veicoli, 95.500 auto in si sono aggiunte ogni giorno al traffico mondiale. La notizia più deludente riguarda la vendita di Toyota di un solo veicolo ibrido nello stesso anno, una Toyota Prius sola è stata venduta nell'anno in cui 13.8 milioni di nuove vetture sono stati registrati in Cina (tra cui 850.000 SUV)

Il futuro di questo passo è grigio e ricco di smog se si pensa che in questo momento una persona su 16 in Cina possiede un auto, meno della metà della media mondiale, e se lo standard americano dovesse contagiare la popolazione cinese si parlerebbe di 900 milioni di automobili in più sulle strade cinesi nel prossimo decennio.

Dall'Europa la risposta tecnologica non convince nonostante alcune politiche mirate a incentivare la diffusione di auto ibride e elettriche. 

Una mappa interattiva sull'inquinamento in Europa


“L’inquinamento atmosferico è una seria minaccia per la salute e in particolare per i soggetti vulnerabili come i bambini e le persone che soffrono di malattie respiratorie. Informando i cittadini sull’inquinamento atmosferico determinato dai trasporti, dalle case e da altre fonti presenti nell’ambiente dove vivono queste mappe danno la possibilità ai cittadini di agire e sollecitare le autorità a migliorare la situazione.”
Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’ambiente

Da alcuni giorni è possibile consultare sul sito dell'Agenzia Europea dell'ambiente le mappe interattive che illustrano l'inquinamento atmosferico sul territorio Europeo. Le informazioni sono diffuse da E-PRTR il Registro Europeo delle Emissioni e dei Trasferimenti di Sostanze Inquinanti 

Questo insieme di 32 mappe permette ai cittadini europei di vedere dove si trovano le fonti di inquinamento con un'accuratezza di 5 km per 5 km, ossia non è possibile vedere la differenza di inquinamento all'interno dello stesso quartiere ma si può avere una panoramica della zona. I principali inquinanti considerati sono gli ossidi di azoto (NOX), gli ossidi di zolfo (SOX), il monossido di carbonio (CO), l’ammoniaca (NH3) e il particolato (PM10).

L'obiettivo di queste mappe è duplice:
- permettere ai cittadini e agli "smanettoni" del web di informarsi e imparare a comprendere meglio il problema dell'inquinamento atmosferico e sollecitare le istituzioni ad intervenire concretamente
- permettere agli studiosi di accedere ai dati raccolti e utilizzarli per proprie ricerche o approfondimenti

Suggeriamo ai nostri lettori di dedicare una pausa caffè a queste mappe e fare pratica con i filtri ed in particolare controllare:
- le emissioni di Ammoniaca (NH3) provenienti da agricoltura presenti nella pianura padana
- le emissioni di Ossidi di Azoto (NOX) e PM10 generate dal trasporto su strada (per esempio sulla tratta autostradale Milano-Pescara
- le emissioni di NOX e Anidride Solforosa (SO2) generate dal trasporto marittimo internazionale (international shipping)
- le emissioni industriali (industrial release) di PM10 in Pianura Padana

Tutte le informazioni sono disponibili anche in Italiano ed è sufficiente cambiare lingua (select language) una volta caricata la pagina. 

Centrali nucleari nel mondo

In seguito al terremoto e tsunami di venerdì 11 marzo il Giappone sta tentando di affrontare in pochi giorni tutte le incertezze legate alla tecnologia nucleare che negli ultimi 50 anni hanno tormentato la popolazione mondiale. 
Nuovamente in questi giorni si solleva la preoccupazione per un inquinamento causato da radiazioni nucleari che possono essere rilasciate da fughe radioattive dei reattori del complesso di centrali nucleari Fukushima Daiichi  o addirittura da esplosioni o fusioni della struttura. 

Il fenomeno delle radiazioni nucleari nell'atmosfera è complesso da prevedere o controllare tant'è vero che la AIEA, Agenzia Internazionale Energia Atomica, preferisce concentrare le sue attività di informazione a spiegare i sistemi di sicurezza delle centrali tralasciando gli eventi spiacevoli. un fatto risaputo è che queste radiazioni purtroppo causano malattie e alterazioni che in alcuni casi si susseguono anche di generazione in generazione con un risultato devastante sul bilancio umano. Inoltre le malattie causate dalle radiazioni tendono ad emergere circa 10 15 anni dopo un incidente nucleare e per questa ragione sono difficili da calcolare con esattezza.

Per approfondire questo tema che è sicuramente difficile da affrontare in poche righe vi suggeriamo qui di seguito alcuni link interessanti e utili:
- la voce Centrale elettronucleare su Wikipedia presenta una completa descrizione della tecnologia e della storia delle centrali nucleari. 
- il Progetto Humus è una onlus che si occupa di fare informazione e di testimoniare le conseguenze dell'incidente nucleare di Chernobyl in Europa. all'interno del sito si possono trovare molte informazioni utili per comprendere come dopo 25 anni dall'incidente ancora ci siano conseguenze in atto. 

Nell'immagine qui sopra potete vedere la mappa delle centrali nucleari attive nel mondo aggiornata al 2005 e come potete vedere è quasi impossibile distinguere i confini dell'Europa dal momento che sono sovrastati dal rosso delle centrali. 

Forse la scelta del cancelliere tedesco Merkel di chiudere con effetto immediato due centrali nucleari dovrebbe essere seguita da molte altre nazioni. 

Siti web dedicati all'inquinamento atmosferico


Respiriamo.com è nato dalla volontà di migliorare l'informazione online sul tema dell'inquinamento atmosferico. Se provate a fare una breve ricerca su Google scoprirete ci sono pochi siti istituzionali aggiornati che affrontano l'argomento e altrettanto pochi sono i siti dedicati all'argomento, anche se alcuni
sono davvero utili e spesso ispirano alcuni nostri contenuti.

Qui di seguito vi proponiamo un breve elenco delle principali risorse online di qualità. Se conoscete altri siti o blog segnalateceli a respiriamo.com@gmail.com e saremo felici di aggiornare la lista. A breve inseriremo
una pagina all'interno del blog dedicata ai link utili.

La lista per il momento non è molto lunga, 12 siti in tutto, ma è un ottimo punto di partenza e vi incoraggiamo a scriverci e contattarci per suggerirci cosa migliorare e spronarci a far meglio e soprattutto continuare questa linea di informazione.

SITI DEDICATI AL TEMA INQUINAMENTO ATMOSFERICO
  • Nonsoloaria: sito completo e ben strutturato che affronta il tema con un elevato livello di precisione tecnica. Utile strumento di auto-formazione. Da segnalare anche la sezione di tossicologia, dove
 
L'atmosfera del Natale

Anche quest'anno la corsa ai regali di Natale sarà senza tregua fino all'ultima opportunità di acquisto nell'ultimo negozio aperto il 24 dicembre alle ore 20. Dal momento che il 2010 è l'anno in cui tutto ciò che è "green" è di moda, perchè non preparare regali per il Natale a basso impatto ambientale?

A questo proposito di seguito vi presentiamo qualche piccolo suggerimento per la scelta del miglior regalo alla moda:
  • Servizi ed emozioni al posto di beni: regalare esperienze che possano essere ricordate nel tempo è, in fin dei conti, il più economico ed efficace metodo per rendere unico il momento stesso del regalo. Massaggi, viaggi, lezioni di musica o ballo, cene, sport all’aperto, gite in montagna, lezioni di cucina, biglietti per musei concerti o teatri… tutte queste esperienze non richiedono lo spreco di scatole e scatolette che subito dopo l’emozione dello “spacchettamento” finiranno nel cestino.
  • Antiquariato e Collezionismo: regalare un oggetto di antiquariato o da collezione corredato da una descrizione dell’epoca è come donare un’appassionante viaggio nel passato. Essendo un regalo pescato dal passato non ha alcun impatto sull’ambiente e inoltre conserverà il suo valore nel tempo.
  • Prodotti fatti in casa: il tempo impiegato per la preparazione di un regalo lo rende più unico e una volta dato sarà divertente raccontare i momenti della preparazione e gli aneddoti più divertenti. Libero sfogo a dolci, biscotti, torte, ma anche prodotti per la casa ecc…
  • Regali senza batterie: le batterie sono altamente tossiche ed inquinanti, è quindi preferibile regalare prodotti che non contengano batterie o che in alternativa non siano alimentati dalle batterie di vecchia generazione che, seppur economiche, si trasformano in vere e proprie minacce per l’ambiente.
  • Donazioni: piuttosto che prendere qualche gadget all’ultimo secondo giusto per non presentarsi a mani vuote, si potrebbe fare una donazione a qualche associazione no-profit e regalare il certificato di donazione che in se trasmette un messaggio molto speciale.
  • Ultimo ma non meno importante… Prodotti o piante per la depurazione dell’aria indoor: depuratori certificati, ionizzatori o piante anti-smog, uno di questi regali di sicuro non farà male a nessuno. State attenti a scegliere prodotti che contengano la giusta tecnologia, soprattutto nel caso dei depuratori poiché purtroppo ci sono parecchi modelli a basso costo che rischiano di essere inutili se non addirittura dannosi.
Da tutta la redazione di respiriamo.com un sincero augurio di BUON NATALE & BUON ANNO NUOVO affinchè il 2011 porti con sè un'aria limpida e pulita.